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Quadrati di fatica

Poesie 1936-1984
Diffusione Immagine editore, 2005, € 12,00


Davide Lajolo ha riordinato la sua raccolta di poesie inedite nel 1984, alla fine della sua vita, a testimonianza che la poesia è stata il filo conduttore più profondo ed emozionale della sua esistenza e così viene pubblicata a vent’anni di distanza con le tavole di Eugenio Guglieliminetti.

Indice

Prima parte Destinazione ignota (1936-1938) (poesie del tempo di guerra con il sentimento del rifiuto della morte vista nel volto di commilitoni e di nemici).

Seconda parte Oltre Adriatico (1940-1943) (la guerra continua e sempre più forte si profila il bisogno di pace).

Terza parte Un secco pianto (1943-1944) (il periodo angoscioso della crisi politica ed esistenziale del giovane fascista che prende atto di aver sbagliato e la ricerca di una “rinascita”).

Quarta parte Intesa di non morire (1944-1945) (la scelta partigiana è fatta e le poesie scritte in fretta nelle pause dei combattimenti su fogli di fortuna).

Quinta parte Tenerezza (1945-1950) (dopo la guerra la ricerca dell’amore e la percezione di una pace difficile).

Sesta parte Fino in fondo (1951-1961) (le poesie dell’impegno politico).

Settima parte Lettere agli amici (1951-1982) (la riflessione autocritica e il legame forte con scrittori e pittori)

Ottava parte L’ultima trincera (1982-1984) (il senso di morte si avvicina, ma sempre forte è il richiamo della vita).


Un secco pianto

Foglie ingiallite,

il vento trascina lontano

un secco pianto di sterpi

calpestati.

Il mondo è arido come

fosse di sale.

L’uomo è rimasto scoperto

A guardare.

Nelle mani rattrappite

il suo cuore,

troppo fragile cosa

nella tormenta.

Intesa di non morire

Il tuo lucido viso sbiancato

dal terrore mi guardava

cogli occhi ingrossati

dal pianto rattenuto.

Partiva la stella tricolore

sul nero berretto russo.


Perduta la battaglia,

la vita legata al filo della morte,

ma per te il mesto sorriso

aveva dentro l’arrivederci

ché era rimasta tra noi

l’intesa di non morire.


Ora in questo sbiadito

sprazzo di sole,

al limitare della tana,

s’illumina la tua lagrima,

come la goccia dell’ultima

pioggia sul ramo.




Created by monica
Last modified 2007-01-03 10:35
 

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