Sommario
i mé
Il
primo pannello è dedicato alle origini familiari,
al mondo degli affetti, alle sue passioni, alla sua concezione
della vita e della morte. Lo sfondo è il bricco
di S. Michele, la vigna di famiglia, in cui Lajolo amava
recarsi tutti i giorni, quando era a Vinchio, per un dialogo
sentimentale con il padre morto. Nei ritratti familiari
si riconoscono i genitori e due fratelli contadini, gli
zii salesiani, il fratello maggiore ufficiale della Guardia
di Finanza, quasi che nel microcosmo della famiglia fossero
presenti gli elementi dell'intera società. La foto
centrale è quella con la moglie, con una dedica
del 1937 che racchiude il senso della loro unione "Alla
mia Rosetta, perché sappia sempre capirmi e volermi
bene; un bene vero e grande, infinito". Ai lati la figlia
Laurana fiera di essere al fianco del padre e la nipote
Valentina, protetta dal nonno "dalle mani sempre calde".
La città più amata fu Milano "respirata
di giorno e di notte", in cui Lajolo attuò il suo
impegno politico attraverso il mestiere di giornalista.
Poi la passione per i libri: una vita con i libri e a
scrivere libri. Infine le ultime foto, quando la vita
e la morte, entrambe eterne, si incontrarono.
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nel tempo del grano biondo |
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"DIFENSORE DI POESIA E PANE"
Genesi dell’opera
Di Gaudenzio Nazario
Quest’opera nasce da una visita al Museo di Vinchio dedicato allo
scrittore e più propriamente nasce da un’assenza. Dopo aver ammirato i
molteplici cimeli e documenti esposti (scelti con perizia dalla figlia
Laurana), che testimoniano le varie attività dello scrittore, sono
stato colpito dalla “cassettiera tipografica”, progenitrice della
Linotype, di cui Davide Lajolo conosceva bene il potere di fondere -i
pensieri- in piombo. Ma la cassettiera era vuota, i caratteri, elementi
ben noti ad un prestigioso direttore di un grande giornale, quale fu
Ulisse, mancavano. Probabilmente la mia reazione è stata anche
conseguente alla lunga frequentazione dell’opera di Jorge Luis Borges,
della sua Biblioteca e della scrittura, sta di fatto che è nato in me
il desiderio di colmare questa lacuna in modo fantastico. Dopo una
serie di ipotesi, che proponevano soluzioni basate sui “piombi”, ho
optato, nella scelta dell’elemento connotativo, sui caratteri mobili in
legno, ultimo baluardo tecnologico, che ha contrastato, per ragioni
dimensionali (stampa di manifesti), l’invasione informatica
nell’editoria. Il pensiero è quindi tornato a Ulisse, ai “Manifesti”
della sua Fede politica, ai suoi collaboratori, ai suoi tipografi, alle
centinaia di migliaia di parole lette, proposte e scritte. Ho pensato
ai suoi incisivi interventi in difesa dei diritti dei lavoratori, alla
promozione culturale che ha fatto con il suo giornale, e pensando di
essere nel giusto son passato alla realizzazione. Ne è nata un’opera
verticale, affollata di grandi caratteri, come grande era il carattere
di Ulisse, ma nel contempo è sorto, per il gioco del -work in
progress-, un monumento emblematico che richiama una categoria di
lavoratori, scomparsa alla fine del secolo scorso. E’ una categoria che
si era formata al tempo di Gutenberg e che ha diffuso la cultura nel
mondo per mezzo millennio, una categoria che sapeva ben comprendere i
pensieri, pur componendoli alla rovescia.
Di Gaudenzio Nazario
Per evitare che le mie fantasie creative rimangano tali, cioè non radicate su una realtà obiettiva, è mia prassi effettuare della verifiche concrete, così, con molta fortuna, ho rintracciato un’editoriale a firma Ulisse apparso sull’Unità del 23 dicembre 1945. Ecco uno stralcio dell’articolo “La maschera della verità” in cui si parla di tipografi: “Quindi la libertà di stampa è solo quella che essi proclamano, cioè libertà per coloro che l’hanno tolta fino a ieri a tutti gli italiani: ai fascisti; libertà ai trusts giornalistici di organizzarsi, di fare e disfare non tenendo conto di quello che possono volere i lavoratori, tipografi in ispecie, i quali ledono la libertà di stampa quando si rifiutano di stampare giornali politicamente pornografici, anche se è proprio questa l’unica arma di difesa degli operai che hanno combattuto ieri e soffrono oggi le conseguenze di quelle idee e di quelle pornografie. Gli operai, tipografi in ispecie, debbono ridiventare degli strumenti nelle mani dei padroni e filare, se no c’è il licenziamento, perché il capitale può togliere quando vuole il lavoro e il pane.”
Con questo pensiero di grande attualità, sulla difesa della Libertà, desidero chiudere l’omaggio a quest’Uomo che per primo mi ha condotto sulla retta via dell’Arte, suggerendomi le letture dei “paesaggi” poetici e spirituali del suo amico Cesare Pavese.
Gaudenzio NAZARIO si autodefinisce Designer di Poesia, mentre altri lo considerano Architetto del Pensiero. Sono entrambe valutazioni che sottintendono idee di progetto, che hanno però come assunto pure fantasie. Le sue opere, siano grafiche o installazioni, non possono essere che utopistiche realizzazioni: strutture fantasiose di fantasie. Non potrebbero essere altrimenti, considerando che le fonti ispirative sono state il Mito di Cesare Pavese, gli Abissi di Fernando Pessoa, le Ombre di Giordano Bruno, le Rose di Omar Khayyám, la Critica Musicale di Massimo Mila, le Testimonianze “Bibliche” di Primo Levi, le Sensazioni di Étienne Bonnot de Condillac, la Biblioteca di Jorge Luis Borges, le Montagne di Vittorio Foa e per ultimo, ma non tale, le lezioni sulla Libertà di Davide Lajolo. Ed è quest’ultimo che in occasione della mostra parigina su Cesare Pavese scrisse nella presentazione, con un’intuizione quasi divinatoria, il destino artistico di questo autore, individuando così il suo agire: “Hai perciò inteso nel giusto e nel vero Pavese, caro Nazario, quando con questa cartella di incisioni, dopo aver fatto come l’ape che sugge il nettare dai fiori hai fatto l’amore con le sue liriche”. Il volo pluridirezionale di Nazario è continuato per raccogliere nettare, amando le opere dei vari autori su cui si è posato. Il suo percorso è proseguito nel tempo come gli era stato correttamente preconizzato da Ulisse.
Created by
monica
Last modified 2007-01-22 09:02
Last modified 2007-01-22 09:02


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