Festa nella Riserva della Val Sarmassa XVI edizione VINCHIO - sabato 29 agosto 2009 ITINERARI LETTERARI DI DAVIDE LAJOLO
Festa nella Riserva della Val Sarmassa
XVI edizione
VINCHIO - sabato 29 agosto 2009
ITINERARI LETTERARI DI DAVIDE LAJOLO
Info: www.davidelajolo.it,
info@lapervinca.it,
cell. 339.5315104
Ore 15
Ritrovo alla Cantina di Vinchio – Vaglio Serra, bus navetta per la Riserva
Ore 16
Prima Conta – Bricco dei Tre Vescovi
Mostra sulla biodiversità a cura dell’Ente Parchi.
Mostra di fossili.
Costruire gli accoglipasseri
Degustazione
Ore 17,30
Seconda Conta – Bricco di Monte del Mare
Poesie di Maria Luisa Spaziani lette da Patrizia Camatel e dalla poetessa
Consegna del Premio Davide Lajolo – Il ramarro a Maria Luisa Spaziani
Le grandi sculture di Eugenio Guglielminetti
Degustazione
Ore 18,30
Terza Conta – La Ru
Valentina Archimede legge il racconto di Davide Lajolo
Vigin parte per l’Australia
ORE 19.00 Ritorno con il bus navetta alla Cantina
ORE 19.30
Aperitivo degustazione in Cantina
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Venerdì 28 agosto
ore 21. 30
Appuntamento con Marte nella riserva di stelle
Organizzato dal Comune di Vinchio con il gruppo Astrofili Beta
Andromaedae di Asti
al Bricco dei tre Vescovi – Riserva naturale della Valsarmassa
(via Cortiglione)
E’ l’occasione per una visita
guidata del firmamento.

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La passeggiata percorre uno degli Itinerari letterari di Davide Lajolo
sul crinale delle colline che circondano la Val Sarmassa (ora Riserva
naturale), che lo scrittore ha definito in un suo racconto “il mio mare
verde”: da bambino aveva l’impressione che il mare potesse avere lo
stesso andamento ondulato di quelle colline ricche di vigne di barbera.
Infatti quelle colline sono sorte dal mare millenni di anni fa e
conservano ancora giacimenti fossili molto interessanti. Questa terra
arcana ha ispirato molti degli scritti di Lajolo.
Ogni anno la
passeggiata viene fatta all’ultimo sabato di agosto in occasione della
Festa della Cantina e della Festa della Riserva naturale, per ricordare
che gli abitanti di Vinchio e di Vaglio, a metà degli anni Ottanta,
hanno dovuto opporsi all’intenzione di aprire una discarica industriale
in quella Valle e sono riusciti ad ottenere nel 1993 l’istituzione
dell’area protetta da parte della Regione Piemonte. Quest’anno verrà
consegnato un riconoscimento a due rappresentanti del comitato
spontaneo contro la discarica.
Il Premio Davide Lajolo – Il ramarro verrà consegnato a Maria Luisa Spaziani.
Maria Luisa Spaziani è nata a Torino nel 1924 ed è una delle più
importanti rappresentanti della poesia italiana. La poetessa ha uno
specifico legame con il Monferrato, in particolare con il paese di
Mongardino di cui era originaria la madre, perché sulle nostre colline
ha trascorso il periodo della guerra. E’ nell’Astigiano (come scrive
lei stessa) che ha imparato gli odori, i profumi, le scorze degli
alberi, i ritmi della natura, che ritornano nelle poesie del suo primo
libro Le acque del sabato (1954).
Ha cominciato molto presto a comporre poesie, ma la sua ispirazione
prende forza dall’incontro con il poeta Eugenio Montale, con cui
stabilisce un intenso sodalizio. Dopo la morte dell’amico diventa
presidente del Centro internazionale Eugenio Montale.
Intraprende la carriera accademica insegnando letteratura francese a
Messina e a Parigi. Del periodo siciliano sono le poesie pubblicate ne
L’occhio del ciclone (1970).
Molti sono i titoli via via usciti, tra cui citiamo Utilità della
memoria (1966), I fasti dell’ortica (1996), Poesie d’amore ( 2001), La
traversata dell’oasi (2002), Poesie della mano sinistra (2002), La
tundra dell’età (2005) e La luna è già alta (2006).
Il racconto di Davide Lajolo Vigin parte per l’Australia,
che verrà letto dalla nipote Valentina Archimede a La Ru, è storia di
miseria e di emigrazione, di vita dura e di desiderio di far fortuna.
Una parte della nostra storia che si ripete nelle storie dei migranti
di oggi, che attraversano il Mediterraneo sui barconi di fortuna. E a
loro lo vogliamo dedicare.
Vigin è un contadino di Vinchio che, a
causa della filossera che ha distrutto le vigne, nel 1930 parte per un
viaggio lunghissimo dall’altra parte del mondo per cercare un lavoro
che gli permetta di sfamare la famiglia che lo aspetta a Vinchio.
Ritorna poi al suo paese a coltivare di nuovo la vigna, quando il
periodo più terribile di carestia è passato.
E un giorno Vigin racconta a Lajolo il suo viaggio:
Il
piroscafo non era una nave passeggeri, ma un mercantile per trasportare
le merci. Vi salimmo in molti. Tutti male in arnese come me. tutti
emigranti, molti piemontesi e veneti. Noi piemontesi eravamo di più. Ci
sistemammo alla meglio in una specie di androne largo e lungo dove
erano state ricavate delle cuccette, tre fagotti e le nostre facce
facevano il ritratto della miseria e della malinconia. Cominciammo a
parlarci dopo che avevamo già fatto un pezzo di mare, passato qualche
giorno. Quando si è giù di giri così e non si riesce a vedere quello
che si ha davanti, ma si porta soltanto negli occhi la gente di casa e
le colline, non si trova neanche il fiato per parlare.
Il racconto è pubblicato in Cuore di terra (ed. Araba fenice).
Last modified 2009-08-10 02:14


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