Biografia Davide Lajolo
Davide Lajolo Biografia
Davide Lajolo nasce a Vinchio il 29 luglio 1912 da una famiglia contadina.
Affascinato dalla mistica della “rivoluzione fascista”, nel 1937 prende
parte alla guerra di Spagna nelle file dell’esercito italiano e scrive il romanzo Bocche di
donne bocche di fucili (1939).
Nel 1940 pubblica il suo primo libro di poesie Nel cerchio dell’ultimo sole e L’ultima rivoluzione. Poi ancora un libro di poesie Ponte
alla voce (1943).
Viene richiamato,
con il grado di capitano, per le guerre di Jugoslavia, Grecia ed Albania.
Dopo l’8 settembre 1943, ritorna a Vinchio e prende la
tormentata decisione di “voltare gabbana” e di organizzare la guerriglia
partigiana sulle
sue colline, diventando il comandante Ulisse. Scrive nel 1945 il diario
della guerra partigiana in Classe 1912, (ristampato con il titolo A conquistare la rossa
primavera), e nel
1963 ne Il voltagabbana traccia il profilo di una generazione passata attraverso il fascismo
e la Resistenza.
Diventa caporedattore de “L’Unità” di Torino e nel 1947
va a dirigere “L’Unità” di Milano fino al 1958. Nel 1958 viene eletto, nelle
liste del P.C.I., alla Camera dei Deputati e assume la carica di Deputato Questore. E’
vicepresidente della Commissione interparlamentare di Vigilanza sulla Rai-TV,
si occupa di cinema, teatro e riforma della Rai. E’ rieletto per tre
legislature fino al 1972.
Dal 1959 è condirettore della rivista “L’Europa
letteraria”,
diretta da Giancarlo Vigorelli e dal 1971 al 1978 dirige il settimanale
“Giorni-Vie Nuove”. Collabora a quotidiani e periodici. Nel 1960 pubblica
Il vizio
assurdo – Storia di Cesare Pavese, tradotto in molte lingue,
(Premio Crotone 1961), ripubblicato con il titolo Pavese nel 1984.
Molti sono i suoi libri: Come e perché (1968), Poesia come pane (1973), I mé (1977), racconti di cui sono
protagonisti i contadini del suo paese natale, Veder l’erba dalla parte delle radici, il resoconto drammatico
dell’infarto che lo ha colpito nel 1967, che gli vale il Premio Viareggio
per la letteratura 1977, Fenoglio un guerriero di Cromwell sulle colline delle Langhe (1978), una biografia
appassionata dello scrittore di Alba,
e ancora Il volto umano di un rivoluzionario. La straordinaria
avventura di Giuseppe Di Vittorio (1979).
Riprende il filone
autobiografico con 24
anni –
Storia spregiudicata
di un uomo fortunato (1981) e conduce un dialogo con tre
scrittori: Conversazione in una stanza chiusa con Leonardo Sciascia (1980),
Conversazione
in una stanza chiusa con Mario Soldati (1983) e Parole con
Piero Chiara (1984). Il merlo di campagna e il merlo di
città, Premio Stresa 1983, è l’ultima raccolta di racconti su
Vinchio e su Milano.
I suoi libri politici
come I
Rossi ( 1974) e Finestre aperte a Botteghe Oscure (1975)
suscitano notevole interesse e non poche polemiche.
Scrive per il teatro Il
vizio assurdo
con Diego Fabbri e I giorni, gli uomini da Fiori rossi al Martinetto di Valdo Fusi.
Cura il testo di documentari
televisivi (Gli
strumenti del potere, Giuseppe Di Vittorio, Le Langhe di Cesare Pavese, Il
confino di Cesare Pavese, I colloqui di Guido Gozzano, Il barbaro (su
Fenoglio).
Conduce le trasmissioni
radiofoniche su
Fenoglio con Guido Sacerdote, Voi ed io – dialogo con gli ascoltatori e
la rubrica televisiva Tuttolibri.
Scrive sceneggiature per il
cinema e la televisione: Pavese, Il partigiano Johnny, Virginia Wolf, La torta di Riccio (da Una
questione privata di B. Fenoglio), L’eremita (da un racconto di Pavese), Il
telegramma (dal suo racconto La morte del padre), Quel coso a due gambe detto guidogozzano,
La strada più lunga (da Il voltagabbana).
L’ultimo suo libro è dedicato agli amici pittori, Gli
uomini dell’arcobaleno. Nel 2004 è stato pubblicato postumo il suo libro di poesie Quadrati
di fatica, ora anche in cd con il jazz di Felice Reggio.
Lajolo muore a Milano il 21 giugno 1984 ed è sepolto a
Vinchio.
Last modified 2007-07-20 08:41


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