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Biografia Cesare Pavese

ITINERARI LETTERARI

Cesare Pavese Biografia

 

Cesare Pavese nasce il 9 settembre 1908 a Santo Stefano Belbo (Cuneo), nelle Langhe, ove il padre Eugenio, cancelliere del Tribunale a Torino, possiede un piccolo podere, diventato residenza estiva della famiglia. La madre, Consolina Mesturini, proviene da una famiglia di ricchi commercianti di Ticineto Po.

Il 2 gennaio 1914 perde il padre che, a soli quarantasette anni, muore per un tumore al cervello.

Nell’ Ottobre 1923 entra al liceo classico “Massimo d’Azeglio” di Torino dove conosce Augusto Monti, suo insegnante di italiano e latino. Nel Luglio 1926 consegue con ottimi voti la maturità classica e successivamente, nel Settembre 1926 si iscrive alla Facoltà di Lettere di Torino

Nel dicembre del 1926, un amico di infanzia, Elico Baraldi, si suicida per amore. Pavese ricorda il tragico gesto dell’amico in un diarietto giovanile.

Il 2 dicembre 1927 nasce la Confraternita di ex allievi del D’Azeglio composta da, tra gli altri: Augusto Monti, Franco Antonicelli, Giulio Cesare Argan, Ludovico Geymonat, Renzo Giva, Leone Ginzburg, Norberto Bobbio, Mario Sturani, Giulio Einaudi, Remo Giacchero, Massimo Mila, Enzo Monferini, Vittorio Foa.

Il 20 giugno 1930: si laurea con una testi sulla poesia di Walt Whitman (108/110) e tenta, vanamente, di vincere una borsa di studio per la California University di new York.

Il 4 novembre 1930 perde anche la madre. Dopo il triste avvenimento Pavese rimane a vivere dalla sorella Maria con il cognato Guglielmo Sini e le nipotine Cesarina e Maria Luisa.

Nel 1932 dopo un ulteriore inutile tentativo di ottenere una borsa di studio presso l’università americana, si dedica all’insegnamento in scuole private e serali.

Il 15 maggio 1935 viene arrestato perché membro del movimento “Giustizia e libertà”, per la sua veste di direttore pro tempore della “Cultura” e per detenzione di corrispondenza clandestina che proverebbe i suoi legami con gli antifascisti. Condannato a tre anni di confino nel paese di Brancaleone Calabro con ordinanza del 15 luglio, vi giunge il 4 agosto.

Il 13 marzo 1936 Pavese ottiene il condono richiesto a Mussolini e al Ministro dell’interno dopo ripetute sollecitazioni dei familiari e degli amici. Torna a Torino e nel 1938 viene assunto alla casa editrice Einaudi dove continua la sua attività di traduttore e si occupa dell’avvio di nuove collane.

L’8 settembre 1943 Pavese, persi di vista gli amici impegnati nell’organizzazione della lotta partigiana, si rifugia dalla sorella Maria, sfollata a Serralunga di Crea nel Monferrato. Nel Dicembre dello stesso anno dà lezioni private nel collegio Convitto Trevisio dei Padri Somaschi nella città di Casale Monferrato, dove sotto falso nome, Carlo De Ambrogio, rimarrà fino alla liberazione.

Nel 1944 si lega a padre Giovanni Baravalle, conosciuto nel Collegio Trevisio alla fine del ’43, il quale aprendogli la propria biblioteca stimola in Pavese riflessioni mistico-religiose. Dopo la Liberazione, avvenuta nel 1945, riprende attivamente il lavoro alla casa editrice Einaudi portando avanti la propria carica di direttore editoriale.

Il 24 giugno 1950 vince il Premio Strega per la trilogia La bella estate e il 27 agosto dello stesso anno si toglie la vita in una camera dell’albergo Roma di Torino.

Created by monica
Last modified 2007-07-20 09:18
 

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