Fondazione Pavese
ITINERARI LETTERARI
La Fondazione Cesare Pavese
Il Centro Studi "Cesare
Pavese",
ufficialmente istituito dall'Amministrazione comunale di S. Stefano Belbo nel
1973 con l’obbiettivo di mantenere vivo lo studio e il ricordo dello
scrittore santostefanese, ha finora svolto la sua attività promuovendo un ampio ventaglio di
iniziative, in Italia e all'estero.
Molti sono stati i convegni e i seminari organizzati nel corso degli anni,
non solo su vari aspetti dell'opera pavesiana ma anche sulle tradizioni
popolari e sulla civiltà
contadina delle Langhe. Consistenti anche i materiali prodotti: atti di convegni, opuscoli,
guide ai luoghi pavesiani, filmati.
Particolare importanza hanno
assunto nell'attività del Centro numerose trasferte estere in molte capitali
e città europee
con mostre, convegni e manifestazioni varie. L'ampia rete di collegamenti
nazionali ed internazionali con Università, Enti pubblici e privati,
Fondazioni, Istituti Italiani di Cultura all'estero, hanno fatto del Centro
Studi Cesare Pavese
un interlocutore privilegiato per gli studi pavesiani nel mondo.
Collateralmente all'attività
svolta in Italia e all'estero, il Centro ha sempre messo a disposizione nella
sua sede le strutture, gli archivi, le mostre e ogni altro materiale
bibliografico fornendo un validissimo servizio scientifico delle carte e dei
documenti. Nel 2004 il Centro Studi “Cesare Pavese” ha passato il testimone
alla Fondazione Cesare Pavese che sarà il punto di riferimento cardine attorno al quale
ruoteranno tutte le iniziative future nazionali ed internazionali relative allo
scrittore piemontese.
Compito della Fondazione sarà
quello di divulgare, valorizzare e diffondere al meglio la conoscenza dell’attività culturale ed umana di Cesare
Pavese nel mondo.
Gli spazi
La Fondazione
Cesare Pavese ha
sede a Santo Stefano Belbo in Piazza Confraternita, 1 ed è un ente senza scopi
di lucro.
Ha diritto di
godimento, a
titolo di comodato, ai sensi degli articoli 1803 e seguenti del Codice Civile,
dell’immobile, di proprietà del Comune di Santo Stefano Belbo, sito in Piazza
Confraternita a Santo Stefano Belbo, comprendente i locali della ex Chiesa
dei Santi Giacomo e Cristoforo ed adiacente locale videoteca al piano terreno, cinque vani e servizi al
piano primo e due vani accessori e servizi al piano secondo.
Per
quel che riguarda il primo piano, si ha una divisione tripartita delle opere
esposte.
Nella sala convegni è infatti
esposta una mostra di disegni di Ernesto Treccani, artista milanese che ha dedicato
a “La luna e i falò” una serie di cinque grandi tele (200 cm x300 cm) custodite
nella Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo; in questa sala sono esposti gli
schizzi preparatori per le cinque tele, donati anch’essi dall’artista al Comune
di Santo Stefano Belbo, uno di questi quadri porta ancora i segni
dell’alluvione del 1994 a imperitura memoria di quell’infausto evento.
Nella sala accanto troviamo una mostra
fotografica di Mario Dondero, fotoreporter milanese, che ha dedicato all’opera e ai
luoghi del suo autore preferito una serie di scatti che ripercorrono tutta la
storia dello scrittore: da Santo Stefano a Torino, da Brancaleone Calabro fino
a Serralunga di Crea e a Casale Monferrato. Un viaggio nel bianco e nero,
secondo lo stile artistico del fotografo, verso i luoghi, i volti, la gente,
verso le Langhe, verso Cesare Pavese.
Nella sala convegni sono inoltre
custoditi numerosi volumi di critica pavesiana, articoli di giornale dall’inizio
del ‘900 ai giorni nostri, tesi di laurea, saggi apparsi su riviste e
pubblicazioni varie, tutti catalogati e fruibili da studiosi, studenti,
semplici lettori. Nell’altra sala invece trovano spazio le traduzione delle
opere di Cesare Pavese provenienti da tutto il mondo, anch’esse catalogate e suddivise per
lingue.
Su questo piano vi è anche il Museo
pavesiano, una
raccolta di libri appartenuti allo scrittore e facenti parte della sua
biblioteca, alcune prime edizioni autografe delle sue opere, varie traduzioni
sempre in prima edizione, copie di manoscritti, le sue due pipe, la penna, ma
soprattutto la copia originale dei Dialoghi con Leucò su cui lo scrittore ha vergato
l’ultima frase prima di morire: “Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va
bene? Non fate troppi pettegolezzi.” Questo libro fu gravemente danneggiato nell’alluvione del
1994 (la vecchia sede del Centro Studi venne totalmente invasa dalle acque),
poi venne mandato a Roma, all’Istituto Centrale per la Patologia del Libro,
dove grazie alle più moderne tecniche, venne ripulito da tutto il fango e
completamente recuperato.
Il valore di questo volume è
immenso e averlo recuperato significa aver strappato all’oblio della memoria
una parte importante della storia dello scrittore e delle sue opere.
L’ultimo piano della Fondazione Cesare Pavese è
adibito a foresteria per studenti e studiosi provenienti da tutte le parti del mondo.
Obiettivi
Gli scopi essenziali della Fondazione sono di consentire, agevolare e promuovere la valorizzazione e lo studio
delle opere letterarie di Cesare Pavese in ambito nazionale ed internazionale, diffondendone la conoscenza del
pensiero e dell’opera.
Inoltre la Fondazione Cesare Pavese si occupa di promuovere studi etno – antropologici, economici e sociali legati al territorio di origine di Cesare Pavese ed in particolare sulle tradizioni della Langa intese nell’accezione più ampia del termine, al fine di promuovere lo sviluppo del territorio in termini culturali, sociali ed economici
Last modified 2007-07-20 09:18


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