E' uscito il n. 19 di culture "Crisi: tutti precari" (ottobre 2009)
Culture n. 19
Crisi: tutti precari
editoriale
Cominciamo dal racconto fotografico di Giulio Morra, che interpreta in modo evocativo ed emozionante il clima di precarietà e di incertezza in cui viviamo. Figure indistinte, punti di osservazione sfocati, prospettive indecise. Gli abbiamo dato il titolo Precarietà, perché la crisi ci ha reso tutti precari.
Come stiamo affrontando questa crisi economica? Con un senso di spaesamento per veder franare le certezze del consumismo e del benessere e allora abbiamo bisogno di “nemici”, su cui scaricare il peso della nostra ansia, trovare un colpevole della situazione di difficoltà, in cui chi più chi meno siamo tutti immersi.
Giovani precari, immigrati e disoccupati, i tagli agli organici scolastici e le opere impattanti sul territorio fa tutto parte di una crisi che è economica, ma anche culturale ed esistenziale e dove si stanno cercando strade di uscita molto problematiche.
Dopo l’editoriale di Laura Boldrini, portavoce UNHCR, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, che esprime la preoccupazione di come l’opinione pubblica accoglie le notizie circa i migranti dei barconi, nella sezione accolti e respinti si parla di immigrazione. E’ evidente che coloro che vivono maggiormente la sofferenza sono le fasce più deboli e prima tra tutti gli immigrati che, anche se sono stati regolari perché avevano un lavoro, nel momento della disoccupazione rischiano di diventare clandestini e di essere respinti. Il direttore della Caritas Beppe Amico richiama a un atteggiamento ponderato culturale e religioso nei confronti dei lavoratori stranieri, mentre Gianluca Forno riporta i dati di diminuzione di richiesta dei servizi sanitari dopo la legge sul reato di clandestinità e Mamadou Seck indica che le migrazioni sono un diritto inalienabile e inarrestabile di ricerca di lavoro. Alessandro Berruti sposta l’attenzione su giovani migranti italiani in paesi stranieri. Laurana Lajolo propone un’analisi delle parole “diritti umani” e “democrazia”, sottolineando l’esigenza di dare significato e spessore razionale a vocaboli, spesso deteriorati da un uso approssimativo e semplicistico.
Nella sezione disoccupati Roberto Gonella, Elisabetta Fagnola, Michelino Musso portano dati di riferimento e ce ne sono molti e molto chiari nell’ambito della disoccupazione e Giovanni Prezioso, segretario provinciale della CGIL, propone a questo proposito una riconversione della produzione in senso ecologico.
Nella sezione la scuola dimezzata Claudia Canegallo, Monica Iviglia tracciano il quadro dei tagli alla scuola nella nostra provincia, mentre Fabrizio Meni si interroga sulla trasformazione radicale e preoccupante della funzione della scuola non solo nel breve periodo.
Nella sezione paesaggio salvato o cementificato? le associazioni ambientaliste evidenziano come l’infrastruttura impattante della tangenziale sud ovest di Asti comprometta agricoltura, turismo e paesaggio, mentre gli enti istituzionali sottolineano la rilevanza del finanziamento e l’esigenza della mobilità delle auto. Abbiamo messo a confronto le valutazione di Giorgio Caracciolo, rappresentante del Comitato TSO, con quelle della presidente della Provincia Maria Teresa Armosino e dell’assessore ai trasporti della Regione Piemonte Daniele Borioli.
Ezio Bardini delinea le direttive di salvaguardia e tutela del piano paesaggistico regionale e Laurana Lajolo presenta il resoconto della prima edizione del Festival del paesaggio agrario, riportando i manifesti programmatici di lavoro per il futuro.
In bacheca riportiamo notizie dal Polo universitario con contributi di Francesco Scalari e Paolo Parra Spiani. Aldo Buzio informa sulla costituzione del club Unesco ad Asti e Emanuele Buzzone proporne una riflessione sul tramonto della democrazia, riferendosi a Gobetti e Bobbio.
Last modified 2010-03-02 11:34


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