Indice dei numeri di "culture"
| Numero 19, Crisi: tutti precari La sintesi di questo numero dedicato agli stranieri, ai disoccupati e ai precari è nella sequenza delle foto di Giulio Morra intitolate appunto Precarietà, che in modo evocativo e emozionante, rappresentano il clima di precarietà e di incertezza in cui viviamo. Figure indistinte, punti di osservazione sfocati, prospettive indecise. Due altri temi sono trattati. Il primo è dedicato al paesaggio salato o cementificato con particolare riferimento ai problemi di impatto ambientale e di consumo del terreno agricolo della progettata Tangenziale sudovest di Asti, un’autostrada che attraverso la città. Il secondo è la mappa di una scuola dimezzata negli organici e nei contenuti. Scarica l'editoriale |
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| Numero 18, Costituzione: la bussola della Democrazia Abbiamo deciso di dedicare un numero monografico alla Costituzione e al dibattito sulle riforme istituzionali, perché, nel dibattito politico in corso, si sta mettendo mano praticamente e teoricamente a punti altamente sensibili della Carta, quindi ad elementi essenziali del nostro sistema istituzionale. Un dibattito molto importante per il nostro futuro democratico che va condotto in un clima di serietà, di dignità, di rispetto reciproco, senza discriminazioni e intolleranze. Scarica il .pdf |
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| Numero 15, Idea di un territorio – paesaggi, legalità, anziani Il titolo Idea di un territorio – paesaggi, legalità, anziani scelto per l’ultimo numero di culture evoca un territorio più immaginato che com’è ora, ma le idee e le utopie sono strumenti potenti per indirizzare le possibili trasformazioni. Scarica il .pdf |
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| Numero 14, Ricchezze: acqua, vino, arte, giovani, paesaggio Alcuni elementi di ricchezza del territorio, dal polo universitario, all’acqua, che è il bene principale della vita, al vino, che è la risorsa economica più rilevante dell’economia astigiana, dalle prospettive di gestione dei musei al paesaggio urbano e rurale. Un particolare rilievo si è voluto dare alle aspirazioni dei giovani sulla partecipazione politica. Scarica il .pdf | |
| Il numero 13 c’era una volta la Waya – piano di sviluppo locale, povertà sociali presenta il piano di sviluppo locale riguardante l’area ex-industriale della Way Assauto e le proposte di riutilizzo del sedime della fabbrica più importante della città, sorta un secolo fa, che ha avuto un grande peso sindacale, politico e culturale nella vita della città e che ora diventa il simbolo della deindustrializzazione del territorio. Il secondo tema è dedicato a un’inchiesta sulla povertà sociale in provincia. Vi sono inoltre molti altri articoli su temi vari. Scarica il .pdf |
| Il numero 12 oasi nel deserto - economia della conoscenza territorio resistenze (aprile
2006) affronta in modo problematico quanto l’economia della conoscenza
influisca sullo sviluppo del territorio e non può non registrare la
scarsa consapevolezza degli attori economici e politici riguardo
all’importanza dell’investimento sui saperi e sui progetti di
qualificazione culturale. Si dà conto delle esperienze innovative
presenti sul territorio, che rappresentano delle oasi appunto e non
ancora un tessuto produttivo. Articoli principali |
| Il numero 11 diritti e rovesci – sanità cultura, città dei bambini
(novembre 2005) propone una corposa inchiesta dell’Ordine dei medici
sulla sanità ad Asti, riprende le tematiche del numero precedente sugli
spazi per la cultura con altri interventi e quindi dà notizia
dell’intento del Comune di Asti di progettare e costruire una città a
misura dei bambini, che significa una città anche a misura degli
anziani e dei disabili e non soltanto una rete viaria per il cittadino
lavoratore che si muove in macchina. Articoli principali |
| Il numero 10 il lavoro dai piedi d’argilla (aprile 2005) fa una ricognizione sullo stato del precariato giovanile in provincia, mettendo la questione al centro della discussione sindacale e politica e coinvolgendo direttamente alcuni giovani protagonisti. Sono anche presentati gli attori economici che guidano in questo momento le sorti dell’artigianato e dell’industria a confronto con gli interventi dell’amministrazione comunale. Un largo risalto è dato agli spazi per la cultura, problema urgente per le istituzioni culturali, che non hanno luoghi idonei per continuare a lavorare, individuando anche alcune risposte operative. |
| Il numero 9 la tela di Penelope – sviluppo che fare? (novembre
2004) E’ stato ricostruito il progetto amministrativo della Giunta
comunale di sinistra (1975-1980) “Il nuovo modo di governare” per
verificare le linee di tendenza nel lungo periodo e si è avviata una
discussione a più voci dei responsabili dello sviluppo territoriale,
ritornando sui temi della tutela dell’ambiente, dei prodotti di qualità
e sui problemi urbanistici delle periferie. |
| Il numero 8 volontariato un futuro incerto? (maggio 2004) pone l’accento sui problemi gestionale e di prospettiva dell’attività delle associazioni di volontariato, che sempre più spesso sono chiamate a sostituire lo stato e l’ente pubblico, che si ritirano dalla gestione dei servizi. Per qualcuno è dono del proprio tempo libero, ma sempre di più, soprattutto per i giovani, diventa un lavoro. |
| lI numero 7 patrimonio natura agricoltura/ambiente ( febbraio 2004), riprendendo alcuni temi del convegno sulla Riserva naturale della Valsarmassa come risorsa culturale, ambientale e agricola, mette a confronto le istanze di tutela e di salvaguardia del paesaggio collinare, antico e fragile, costruito nei millenni dalle mani dei contadini, con le nuove tecniche di coltivazione della vite e dell’uso delle macchine. |
| Il numero 6 confini – periferie al centro (novembre 2003) fa una ricognizione dei problemi delle periferie urbane con le proprie connotazioni specifiche, differenze e carenza di servizi nel tentativo di riportare l’attenzione dell’amministrazione e degli enti sulle aree urbane in cui risiede la maggioranza della popolazione. |
| Il numero 5 eventi culturali – suoni visioni gesti (giugno 2003) passa in rassegna le manifestazioni più importanti che accendono Asti nel corso della tarda primavera e dell’estate per spegnersi con gli ultimi giorni di settembre in un inverno lungo. Molti festival, ma ciascuno con un suo ristretto circuito e nessuna comunicazione tra loro. |
| Il numero 4 il marchio “asti” scommessa o strategia? – turismo, spazi pubblici enofila (aprile 2003) punta l’attenzione sul turismo, l’unico settore investito in quel momento da cospicui finanziamenti regionali ed europei. Si prende in esame il progetto dell’amministrazione provinciale e ci si chiede se è una vera strategia politica e manageriale o una scommessa. A distanza di tempo è sembrata solo una scommessa non ancora vinta per il nostro territorio. |
| Il numero 3 la mappa del tesoro – pietre palazzi progetti - qualità dell’architettura contenitori/contenuti (novembre 2002) dà una schedatura pressoché completa del patrimonio architettonico della città e delle possibili funzioni che gli edifici restaurati e rifunzionalizzati possono assolvere per lo sviluppo culturale e economico. Quel numero rappresenta una vera e propria antologia del possibile percorso urbanistico del centro storico attraverso i monumenti ma anche gli ambienti, le piazze e i contenuti museali ancora tutti da riordinare. |
| Il numero 1/2 dal bullone al calice – l’economia collinare (giugno-luglio 2002) segnala il cambiamento radicale dalla preminenza economica dell’industria metalmeccanica a quella del settore del vino e al ruolo delle multinazionali, mettendo a confronto lo sviluppo e/o il decremento di alcuni settori economici. Il tema dell’Università viene sottolineato come una nuova frontiera di sviluppo per l’intero territorio. |
| Il numero 0 la torre di babele - genova new york kabul (gennaio 2002) riporta l’emozione di quegli astigiani che hanno partecipato alle manifestazioni di Genova in occasione del G 8 (luglio 2001) e che hanno voluto mantenere memoria delle tensioni e dello sdegno politico di quei giorni anche dietro l’incalzare degli avvenimenti di guerra. |
Created by
monica
Last modified 2010-03-14 06:32
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